sabato 10 marzo 2012

Prova 2

Prova 2
Immagine di prova.

Prova

Prova

mercoledì 21 aprile 2010

Cos'è il Ritiro Dedicato per un impianto Fotovoltaico?



IL RITIRO DEDICATO

Il Ritiro Dedicato è una forma semplificata di vendita di elettricità alla rete e significa demandare al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) il ritiro, cioè l’acquisto, di tutta l’elettricità immessa in rete dall’impianto, per contro, Il GSE corrisponde al produttore un prezzo per ogni kWh ritirato.
Per accedere al Ritiro dedicato, è sufficiente stipulare una semplice convenzione con il  GSE, che svolge il ruolo di intermediatore commerciale tra il produttore e il sistema elettrico.
Il Ritiro dedicato quindi non è propriamente un incentivo, ma si configura come una semplificazione burocratica per la vendita di energia. 


Cos'è lo Scambio sul Posto?


SCAMBIO SUL POSTO

I primi impianti fotovoltaici avevano un grande limite, quello di poter produrre energia solo nelle ore diurne (alla luce del sole appunto), mentre nelle ore notturne non poteva produrre energia elettrica. Di conseguenza i primi impianti funzionavano solo di giorno.

Il servizio di scambio sul posto erogato dal GSE dà titolo al richiedente di percepire annualmente un contributo in conto scambio espresso in Euro che garantisce il ristoro di una parte di quanto pagato dall’utente limitatamente alla quantità di energia elettrica prelevata.
Quindi lo scambio sul posto è un accordo con il proprio gestore energetico (es. ENEL) che si impegna a "mettere da parte" tutta l'energia prodotta e non utilizzata nell'immediato durante il giorno, per poi restituircela anche nelle ore notturne.
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Fonte: Fotovoltaico Abruzzo

Fotovoltaico Abruzzo e integrazione architettonica


Riportiamo una guida tratta da Fotovoltaico Abruzzo sulle tipologie di integrazione architettonica degli impianti fotovoltaici. Buona lettura...


Guida all'integrazione architettonica di un impianto fotovoltaico

Non integrato
Sono ritenuti non integrati tutti gli impianti fotovoltaici installati a terra. Anche gli impianti installati su tetto piano o a falda possono essere non integrati. Questo accade quando l'impianto è installato con un criterio architettonico completamente differente di quello dell'edificio stesso.
 
 
 
Integrazione architettonica parziale
 
I moduli fotovoltaici possono essere montati su edifici o componentistica di arredo urbano, come chioschi, pensiline, barriere acustiche , ecc., senza sostituire il materiale da costruzione delle stesse strutture. Questo si intende per integrazione architettonica parziale.
E’ evidente che, per ottenere una composizione bilanciata tra il materiale fotovoltaico e quelli esistenti, è necessario porre attenzione all’inserimento generale, valutandone il dimensionamento non solo dal punto di vista della produzione di energia elettrica ma anche in base alla congruità del posizionamento, alla sua estensione, all’impatto visivo e all’integrazione con il resto dei componenti della copertura o facciata o qualunque altra superficie o materiale debba entrare in contatto con il fotovoltaico. In altre parole è indispensabile che, nel suo inserimento il fotovoltaico non infici le caratteristiche estetiche e la funzionalità dell’involucro architettonico, specie per quello che riguarda l’efficienza energetica dell’edificio.
 
 
Integrazione architettonica totale
 
Integrare totalmente il fotovoltaico nell'architettura significa riuscire ad equilibrare gli aspetti tecnici ed estetici dei componenti della tecnologia fotovoltaica con quelli dell'involucro edilizio, senza compromettere le caratteristiche funzionali di entrambi. Una corretta integrazione architettonica del fotovoltaico, infatti, riesce a far coincidere la capacità del fotovoltaico di produrre energia elettrica sul luogo della domanda con la qualità estetica dello spazio che lo contiene. 
Le caratteristiche fisiche del modulo fotovoltaico - forma, dimensione, colore, eventuale trasparenza - possono diventare elementi di caratterizzazione dello spazio architettonico sia quando viene utilizzato come copertura, facciata o grande vetrata, sia quando è elemento di arredo urbano, per esempio un chiosco, una pensilina, una fermata dell'autobus, un lampione, ecc. In questi casi il fotovoltaico viene interpretato e utilizzato come vero materiale edilizio e diventa parte inscindibile della costruzione. Sostituisce un materiale da costruzione convenzionale, diventando un componente attivo dell'involucro edilizio in grado di contribuire positivamente alla performance energetica degli edifici.
 
 


CONTO ENERGIA

Cos'è il Conto Energia
Entrato in vigore nel 2005 e successivamente aggiornato nel 2007 il conto energia è un sistema di incentivazione che permette a chiunque installi un impianto fotovoltaico di ricevere un contributo economico per ogni KWh di energia prodotto.


Chi paga e a chi è rivolto il Conto Energia?
Sostanzialmente il Conto Energia è pagato dallo stato, tramite un fondo di incetivi gestito per lo stato dal GSE (Gestore Servizi Energetici) ed è rivolto a tutti coloro che installano un impianto fotovoltaico.

Come funziona il Conto Energia?
L'energia prodotta da un impianto fotovoltaico collegato in rete viene conteggiata da un apposito contatore elettrico del GSE. L'energia espressa in KWh (chilowatt ora) conteggiata da tale contatore sarà poi pagata dal GSE al proprietario dell'impianto.

Quanto paga il Conto Energia?
Le tariffe sono diverse, cambiano per tipologia di integrazione archittetonica, che può essere integrata, quando perfettamente inserita nella struttura archittettonica dell'edificio, parzialmente integrata se istallato sull'edificio, ma non è parte integrante di essa e non ne altera eccessivamente l'immagine, non integrata se istallata sul terreno e separata dall'edificio. Di seguito la tabella di riferimento:


Quanto e per quanto tempo paga il Conto Energia?
Il Conto Energia dura vent'anni. Quindi il GSE pagherà per vent'anni l'energia prodotta dal nostro impianto.

I vantaggi economici del Conto Energia?
Come appena visto, si riceve per vent'anni l'incentivo per l'energia elettrica prodotta.Inoltre, l'energia prodotta è a completa disposizione dell'utenza, (il GSE ce la paga e ce la regala) quindi ci sarà un grande risparmio sulla bolletta energetica del proprio gestore energetico. Ma non è tutto. Qualora l'energia prodotta sia maggiore di quella utilizzata, l'utente può decidere se vendere l'energia avanzata, oppure scambiarla con il proprio gestore (Scambio sul Posto). Per quest'ultima opzione si rimanda allo Scambio sul Posto .



Di seguito il link al sito ufficiale del GSE:

Fonte: Fotovoltaico Abruzzo

Finanziamenti per il Fotovoltaico


Come richiedere un finanziamento per un impianto fotovoltaico?

Sapevate che è possibile ottenere un prestito chirografico per realizzare un impianto fotovoltaico? Quindi è possibile ottenere un prestito senza il bisogno di dare eccessive garanzie o ipoteche. I finanziamenti arrivano con poche trattative fino al 100% dell'importo. E' possibile ottenere anche un prefinanziamento per avviare i lavori, senza anticipare nulla di tasca propria.
Se a richiedere il prestito è un'Azienda i vantaggi sono ancora maggiori. Prestiti fino a 700.000,00 euro con gli stessi vantaggi. Per non parlare dell'ipotesi leasing.
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